Differenze Amazon Echo Google Home: tutto su Alexa e Google Assistant

In questa guida, analizzeremo le differenze tra Amazon Echo/Alexa vs Google Home-Nest e Google Assistant. I termini smart speaker e altoparlanti intelligenti sono ormai sulla bocca di tutti. Ma se non ne sai nulla a riguardo, non temere. Qui sotto troverai una piccola introduzione su questi dispositivi e vedremo quali sono i criteri fondamentali che dovrebbero guidare la scelta tra i due ecosistemi. 

Faremo, in seguito, un confronto, a livello operativo, tra gli assistenti vocali Alexa e Google Assistant. Quindi, approfondiremo le differenze tra i dispositivi “fisici” Amazon Echo vs Google Home (o meglio ormai Nest Audio), oltre che Amazon Echo Dot vs Google Nest Mini. 

Aggiornamento - 10.12.2020 Questa guida è stata una delle prime sull’argomento in Italia e ci impegniamo per aggiornare costantemente i nostri contenuti. Dai anche un’occhiata alla nostra più recente guida Nest Audio vs Echo 4 generazione

Cos’è uno smart speaker: una panoramica

Uno smart speaker è uno dispositivo che, a differenza di uno speaker Bluetooth, si connette al WiFi domestico e presenta al suo interno un software che è in grado di recepire comandi vocali e rispondere/reagire di conseguenza.

Quest’intelligenza artificiale contenuta al suo interno, si presenta sotto forma di ciò che chiamiamo assistente vocale o virtuale, compagno digitale già ampiamente utilizzato nei nostri smartphone, tablet e PC (Google Assistant, Siri, Cortana, ecc).

Dunque, l’assistente virtuale rappresenta il cuore e cervello dello speaker e ciò che gli consente di capire l’utente e compiere le azioni richieste.

assistenti vocali alexa google

Assistente vocale vs smart speaker

Quando considererai l’acquisto di uno speaker, a parte le caratteristiche tecniche, il principale elemento che dovrai valutare sarà proprio l’assistente vocale integrato nello stesso, in quanto le funzionalità dipenderanno da questo.

Google Home, Nest Audio ed il resto della linea Nest si basano su Google Assistant mentre Amazon Echo e il resto della gamma si basano sul software Alexa.

Ma non solo, questi assistenti sono integrati anche in altre casse e dispositivi terzi (vedi Sonos One o Bose Home Speaker, per esempio). 

Come scegliere tra Alexa o Google Assistant e Amazon Echo o Google Home? 

Per chiunque si stia avvicinando al mondo della smart home, la domanda sorge dunque spontanea: Google Home o Amazon Echo? Innanzitutto, oggettivamente non può esserci un vincitore, perlomeno non in tutti gli aspetti.

Ecco gli elementi che dovrai valutare prima dell’acquisto:

  • L’utilizzo che vuoi fare dello smart speaker e le tue priorità: vuoi utilizzare lo speaker principalmente per ascoltare musica? Oppure per ricercare informazioni e facilitare la vita di tutti i giorni? Oppure come hub per la tua smart home e quindi per controllare i dispositivi compatibili come luci, termostati, condizionatori, serrature ecc.?
  • L’ecosistema, i prodotti e i servizi che utilizzi quotidianamente: fai uso prevalentemente di prodotti e servizi Google (e.g. Google Chromecast, Google Calendar, Youtube, ecc.) o sei un avido shopper e fan di Amazon (membro Amazon Prime, utente di Audible, Kindle, Fire TV Stick Prime Video, o Amazon Music)? Utilizzi prodotti e servizi compatibili con Google Home o con Alexa o con entrambi (Spotify, ecc.)? La compatibilità sarà una leva essenziale per la tua scelta.

come scegliere assistente vocale

Alexa vs Google Home: le differenze tra i due assistenti

Come abbiamo già detto, la differenza più importante ed evidente tra Google Home ed Amazon Echo, risiede nell’assistente vocale di cui fanno uso.

 

Le funzionalità base di ogni smart speaker

Entrambi gli assistenti permetteranno di usufruire delle funzionalità basiche di un assistente vocale/smart speaker. Come per esempio:

  • Ricercare informazioni sul web, dal meteo al traffico, dalle curiosità e ricette alle notizie in tempo reale.
  • Gestire il tuo calendario, i promemoria, la lista della spesa e delle attività da svolgere e settare timer e sveglie.
  • Riprodurre musica ed altri contenuti multimediali.

Per quanto riguarda queste attività, la differenza tra Alexa e Google Assistant non sta tanto nel cosa sanno fare, ma nel come lo fanno. O su quali servizi (radio, streaming, ecc.) si appoggiano. Google Assistant, per esempio, sarà a suo agio con il proprio ecosistema, anche se non sempre eccelle rispetto ad Alexa (per esempio la gestione del calendario è ancora una nota dolente per molti).

Se vuoi approfondire sulle funzionalità di ognuno dai un’occhiata ai comandi Alexa e all’articolo dedicato su cosa chiedere a Google Home.

Smart Home

L’aspetto più interessante di questi speaker intelligenti è la capacità di aiutarci nella vita domestica. Saremo in grado di controllare, esclusivamente tramite la voce, i dispositivi smart (laddove compatibili) che abbiamo in casa.

Prese smart ed interruttori intelligenti, luci WiFi, serrature smart, termostati WiFi, robot lavapavimenti, robot lavavetri, robot aspirapolvere, videocitofoni WiFi, telecamere, elettrodomestici come televisori, asciugatrici, lavasciuga, lavatrici, sistemi audio e sistemi di sicurezza e così via.

Non solo, dipendendo dalle piattaforme e servizi di terze parti che supportano, saranno in grado di svolgere per noi una serie di azioni impensabili. Anche eseguire chiamate o inviare messaggi.

Basta pensare che negli USA, questi smart speaker vengono utilizzati per ordinare taxi, cibo a domicilio ed eseguire ordini e-commerce. E addirittura “domotizzare” la propria auto grazie a Echo Auto, arrivato anche in Italia nel 2020. 

se hai una telecamera o videocitofono compatibili con Amazon Alexa puoi visualizzare le riprese su Echo Show

Dunque, per quanto riguarda la domotica e smart home, la differenza sostanziale tra Amazon Alexa e Google Assistant sta nei servizi, dispositivi, piattaforme e brand supportati.

Durante la fase d’acquisto, quindi, dovrai passare a rassegna questi, domandandoti se ciò che possiedi (o conti di acquistare) sia compatibile con lo smart speaker scelto. Aiutati con le nostre liste dei dispositivi compatibili con l’assistente di Amazon e quelli compatibili con Google Assistant.

Ricordiamo, comunque, che nel caso di dispositivi non direttamente compatibili con Google Home o Amazon Echo, si possono utilizzare degli intermediari come Broadlink o IFTTT in grado di connettere questi smart speaker con altri brand (se supportati).

Un amico “sotuttoio”? Google Assistant migliore di Amazon Alexa

Per quanto riguarda l’assistenza vocale e l’intelligenza del software, Google Assistant è visibilmente in vantaggio.

Alexa effettua le sue ricerche sul motore Bing e basa le sue risposte principalmente su Wikipedia.

Al contrario, Google Assistant gioca le sue carte su un territorio più vasto, fornendo risposte più complete ed esaurienti. Non a caso, utilizza a suo favore la sua indiscussa esperienza nel campo delle ricerche, coltivata per anni e anni.

A chi chiediamo continuamente i nostri quesiti se non a Google?

Ovviamente, se la domanda è inerente allo shopping e alle caratteristiche di determinati prodotti, Alexa ci vede molto più chiaro. Amazon non può certo farsi scappare l’opportunità di aiutare un potenziale cliente. Infatti sarà possibile navigare nel catalogo amazon.it e aggiungere prodotti nel carrello per poi acquistarli. 

Una conversazione più naturale

Altro punto a favore per Google Home è la fluidità e la naturalezza della conversazione. 

La voce di Alexa può sembrare più naturale. Inoltre, la maggior parte dei dispositivi in cui è integrata è in grado di sentire l’utente meglio, rispetto a Google Assistant, in situazioni rumorose o disturbate da altri suoni (anche se, in realtà dipende dal modello di smart speaker che si sceglie e quanti microfoni sono integrati al suo interno).

Tuttavia, possiamo dire che Google sa comprenderci meglio. Con Alexa, dovremmo imparare ad esprimerci in una determinata maniera, stare attenti alla pronuncia o utilizzare specifici vocaboli o determinate sequenze di termini per far sì che ci comprenda.

Non un grosso problema, una volta che ci familiarizziamo. Tuttavia, Google sa andare un pelino oltre ed elaborare meglio le nostre domande.

Non dobbiamo preoccuparci più di tanto su come ci esprimiamo e, a poco a poco, esso sarà in grado di personalizzare ed ottimizzare le risposte.

Non sorprende che la personalizzazione, possa essere, in futuro, un vantaggio chiave.

Dato l’arrivo tardivo di Google Home nel mercato globale rispetto ad Amazon Echo, per recuperare terreno, tanti sono stati gli sforzi e gli aggiornamenti intrapresi da Big G.

Parliamo, per esempio, della personalizzazione in caso di più utenti, dove Google è senza dubbio più avanti. 

Oppure, di conversazione continua che, negli USA per il momento, non ha bisogno di follow-up e di ripetere “OK, Google” ogni volta.

Oppure della possibilità di far eseguire due comandi vocali contemporaneamente. Per esempio, “accendi la luce e spegni la sveglia”. 

Infine, probabilmente di minima importanza, Google Home potrebbe captare di meno i falsi richiami (ovvero quando lo smart speaker si “sveglia” senza la reale intenzione dell’utente).

Questo perché l’espressione che attiva lo smart speaker è di un solo termine e facilmente equivocabile per Alexa (Alexa, Amazon, Echo o Computer). Al contrario, si compone di due vocaboli per Google (Hey Google, OK Google).

C’è comunque da dire che ci sono alcune funzionalità dove Alexa si comporta meglio in italiano, come la modalità sottovoce. Una volta attivata ci permetterà di sussurrare la richiesta e ricevere una risposta sussurrata (utile di notte, per esempio)

Recensione Google Nest Mini

Un amico maggiordomo? Amazon Alexa migliore di Google Assistant

Abbiamo detto che l’intelligenza di Google spesso supera Alexa, più che altro quando si parla di ricerche di informazioni.

La loro performance nello svolgimento delle varie attività basiche può comunque definirsi equa.

C’è però da dire che Alexa ed Amazon Echo rimangono regina e re del mercato globale degli smart speaker. Almeno quando si parla di Smart Home.

Grazie alla più lunga presenza sul mercato e i continui aggiornamenti, Alexa è infatti diventata una presenza irrinunciabile nelle case di lingua anglofona, e, ormai, anche italiana.

Google Home si associa direttamente ai dispositivi e servizi compatibili per compiere le sue “actions”. Invece, Amazon Alexa si baserà sulle cosiddette “skill” (dall’inglese “competenze”), da ricercare ad attivare tramite l’app (per esempio skill Philips Hue per le luci e così via). 

Le skill di Alexa, grazie anche al supporto degli sviluppatori esterni e al suo ecosistema aperto, aumentano ogni giorno.

Più funzioni e collaborazioni

Per quanto riguarda le skill/actions, i due assistenti vocali se la giocano in maniera equa in alcuni settori. Tuttavia, nel comparto domotica, Alexa presenta una superiorità, non solo a livello globale, ma, ormai anche locale.

La sua versatilità non è dunque da sottovalutare. Questo ci porta a preferire, nel lungo termine, Amazon Echo a Google Home. Soprattutto se la priorità dell’utente è il controllo smart della tua casa e dei suoi elementi. Inoltre, la gestione dei dispositivi smart e la configurazione è semplice in entrambi gli ecosistemi ma Alexa ha una marcia in più dal punto di vista dell’usabilità. 

Senza dubbi, entrambi sono compatibili con i maggiori player della smart home come Philips Hue, D-Link e così via. Stesso discorso vale per servizi di intermediazione come IFTTT.

A favore di Amazon, c’è la possibilità di acquistare smart speaker che hanno l’hub Zigbee integrato (Echo 4 ed Echo Studio), mentre Google non offre nulla di simile in Italia.

led echo dot 4

 

Differenze tra Amazon Echo e Google Home/Nest Audio: specifiche tecniche

Vediamo ora quali sono le principali differenze tra Amazon Echo e Google Home a livello tecnico e di altoparlanti. 

I fattori da considerare sono la qualità audio, il design e il prezzo.

Ad ognuno il suo smart speaker

Sia Amazon Echo che Google Home/Nest propongono più prodotti all’interno della stessa linea. La gamma di Amazon è decisamente più vasta con prodotti per tutte le necessità.

amazon echo linea 2019

Quando parliamo di Amazon Echo e Google Home, ci riferiamo all’Echo di 4 generazione e a Google Nest Audio (che ha del tutto sostituito il vecchio Google Home), i modelli “standard” di fascia prezzo media (circa 100€). 

Se si cercano i vantaggi dell’assistenza vocale ma con spesa e qualità audio inferiori, si può optare per le versioni mini (Amazon Echo Dot o Echo FlexNest Mini).

Allo stesso modo, se si è disposti a spendere per una qualità audio superlativa, si può optare per Echo Studio dato che Google Home Max non è arrivato in Italia. Echo Studio, come l’Echo di 4 gen integra anche un hub Zigbee per la domotica.  

Infine, se vogliamo uno smart display (per videochiamate per esempio), possiamo scegliere Echo Spot, Echo Show 10 ed Echo Show 5, Echo Show 8 oppure Google Nest Hub 2.

nest hub

Confronto Amazon Echo-Google Home/Nest Audio: audio

Per l’aspetto audio c’è da fare un’importante premessa. Se sei amante della musica e stai cercando uno speaker che si sostituisca a un impianto audio con prestazioni molto elevate, potresti rimanere deluso. In quel caso, il consiglio è di optare per altri speaker, magari da integrare tramite Bluetooth con Amazon Echo o Google Home.

Se vuoi utilizzare questi altoparlanti intelligenti, tra le altre svariate cose, per ascoltare musica per un ascolto quotidiano, allora sono ideali. Le differenze tra Echo 4 e Nest Audio sono comunque lievi in termini di qualità audio.

Per quanto riguarda le caratteristiche tecniche, Echo 4 integra un woofer da 76 mm e 2 tweeter da 20 mm contro il woofer da 75 mm ed un tweeter da 19mm di Nest Audio. Dunque la cassa di Echo offre un suono più potente e volume più alto. Nest Audio presenta però una resa più bilanciata e suono leggermente più pulito. 

Per quanto riguarda il resto della linea, sull’audio vince Amazon dato che offre Echo Studio ad un prezzo niente male, mentre Google non propone ancora nulla di equivalente in Italia. 

Un altro punto a favore di Echo è la presenza in tutti i suoi speaker dell’uscita jack audio da 3,5mm, feature non presente nella linea Nest. 

Design

Il design è sicuramente l’elemento più soggettivo. Se consideriamo sempre i modelli standard dei due brand, entrambi hanno un aspetto elegante, poco invadente e adatto a ogni tipo di arredamento.

Lo speaker di Google si presenta come un parallelepipedo rivestito in tessuto e con base in gomma dai bordi arrotondati, molto simile. I colori disponibili sono grigio chiaro e grigio antracite. 

Lo speaker classico di Alexa, invece, ha una forma sferica, la base è in gomma ed è anch’esso rivestito in tessuto. Anche in questo caso i colori disponibili sono limitati: antracite, ceruleo e bianco ghiaccio. 

amazon echo 4 vs google nest audio confronto differenze

Echo 4 vs Nest Audio (i nuovi smart speaker)

Google Home vs Amazon Echo: prezzo

E arriviamo alle differenze che possono influire sul nostro portafogli. Parliamo di prezzo.

Al momento del lancio, Google Home presentava un prezzo molto più alto di Echo (149€ vs 99€). Tuttavia, da qualche mese, il prezzo di listino è stato abbassato per competere con il colosso di Jeff Bezos.

Dunque al momento, il prezzo dei due dispositivi è uguale.

Se consideriamo il resto della linea, Amazon offre soluzioni a partire da 29,99€ (fino a 229,99€), Google invece parte da 59€ (fino a 129€).


 

Amazon Echo Dot o Nest Mini?

Come anticipato, le versioni mini sono adatte per chi non ha tantissime pretese in termini di audio ma vuole sfruttare appieno le potenzialità di uno smart speaker.

Dallo streaming multimediale alla gestione del tempo, dalle domande quotidiane fino al controllo di ciò che succede nelle quattro mura.

Le funzionalità, quindi, rimarranno le stesse delle versioni standard. 

La differenza sostanziale sta nell’attrezzatura tecnica, nella potenza del suono e nelle dimensioni dello speaker.

Inoltre, è possibile acquistare uno o più di questi prodotti come vere e proprie estensioni del nostro smart speaker (da posizionare in camere o piani diversi, per esempio).

Mentre Echo Dot presenta dei pulsanti fisici sulla parte superiore per il volume, per disattivare il microfono o attivare manualmente Alexa, Nest Mini presenta i comandi per il volume sotto il tessuto ai lati del dispositivo (le luci si illuminano se l’utente si avvicina). Il pulsante per disattivare il microfono è invece sul retro. Nest Mini può inoltre essere appeso a muro, grazie all’apposito foro. 

In termini di audio, l’attrezzatura è abbastanza simile (driver da 40mm) e possiamo dire che anche nelle prestazioni  si equivalgono. 

differenze nest mini vs echo dot 4 generazione

Nest mini vs Echo 4 gen

Alexa o Google: smart display

Un’ultima considerazione va fatta su un’altra funzionalità che, inaspettatamente sta prendendo sempre più piede nel mercato degli smart speaker.

Il controllo vocale ha infatti eliminato il contatto fisico e la necessità di avere un supporto visivo.

Tuttavia, le esigenze degli utenti sono in continua evoluzione e il colosso di Jeff Bezos ha colto la palla al balzo.

E lo ha fatto integrando Alexa in smart speaker che possono definirsi smart display, proprio perché dotati di display.

Una funzionalità molto utile se si vuol seguire una videoricetta, effettuare una videochiamata o guardare film, serie tv e video

Se per qualche anno il vantaggio è stato di Amazon, con i suoi Echo Show e Spot, adesso anche Google sta dominando il settore, grazie al lancio di Google Nest Hub e e Nest Hub Max. Il mercato cresce ancora di più: sono stati lanciati Echo Show 5 ed Echo Show 8 ed il nuovo Echo Show 10.

amazon echo show

Amazon Echo Show (2 gen)

Google Home vs Alexa: conclusioni

Come abbiamo visto le differenze tra Echo e Google Home sono sottilissime su alcuni aspetti, un po’ più vistose su altre.

Amazon Alexa o Google Assistant? Questa è la prima domanda da porci. Solo dopo, potremo orientarci su Google Home/Nest Audio o Amazon Echo.

Google Home/Nest Audio è consigliato per:

  • chi usufruisce quotidianamente dell’ecosistema Google (per esempio, Google Chromecast).
  • chi vuole utilizzare lo smart speaker per la ricerca di informazioni e facilitarsi la vita di tutti i giorni (calcolo percorso, traffico ecc.).
  • chi desidera una conversazione più naturale e alle volte più efficiente.

Dall’altro lato, Amazon Echo è consigliato per:

  • il controllo della Smart Home e per chi desidera controllare con la voce tutti gli aspetti della vita domestica e non solo.
  • chi vuole utilizzare lo speaker per fare shopping e chi è ben integrato nell’ecosistema Amazon (shopping, Prime, Amazon Music e così via).
  • chi vuole più funzionalità e versatilità, dalle più utili a quelle più divertenti.

Linea Amazon Echo 

 

Linea Google Home 

 

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Andrea Giorgi

Imprenditore digitale, appassionato di tecnologia, di tutto ciò che è smart, ma non solo. Amante della natura, divoro libri e viaggio appena posso.

  1. Ciao Andrea e complimenti per il post,
    sono veramente indeciso su quale dispositivo indirizzarmi, infatti il mio profilo sarebbe il seguente:

    -utilizzo più i servizi google (email, drive, youtube) mentre non ho un abbonamento prime (non sono molto attratto dai servizi music e video di amazon, utilizzando youtube/spotify per la musica e netflix per i film e serie tv)
    – sono comunque interessato a utilizzare gli assistenti vocali in primis per la domotica, senza andare troppo nel “tecnico”, mi interessa creare un sistema smart di base che mi permetta di gestire 4 ambiti e cioè luci, riscaldamento, sistema audio e smart tv (netflix etc..)

    Ero orientato verso l’ecosistema google, ma mi spaventa il fatto che lato domotica Alexa sia ritenuta da tutti una spanna sopra a google.

    La domanda quindi che mi sto ponendo è questa: E’ davvero così grande la differenza di efficienza e “profondità” dell’utilizzo della domotica con alexa che mi conviene spostarmi dall’universo google a Amazon, oppure per un utilizzo di base (ma che comunque mi permetta di “divertirmi” creando ad esempio scenari di luce etc..) posso rimanere su Google?

    Ti ringrazio.

    • Ciao Giacomo,
      in termini di efficienza, sempre per quanto riguarda la domotica, non c’è una reale differenza: se compatibile e se disponi di una buona connessione internet, la performance è perfettamente equiparabile.

      Come già detto, Google Assistant è sicuramente più avanti nella ricezione e adeguatezza delle risposte. In termini di compatibilità, Alexa fa invece più sforzi per poter essere “praticamente ovunque” e quindi essere compatibile anche con brand emergenti e minori, e si comporta decisamente meglio nella comunicazione con l’utente. Ovvero, è più facile capire cos’è compatibile o no; in generale, trovo le skill più immediate rispetto alla ricerca dei dispositivi nell’app di google home e le risorse di assistenza Alexa più complete (ma non lo considero un fattore troppo importante).

      Detto questo, se non sei interessato ai servizi amazon puoi tranquillamente restare su Google in quanto compatibile con i maggiori brand. Sia con Chromecast che con Fire Tv sarai in grado di guardare Netflix e Youtube. Lo stesso vale per Spotify: entrambi le linee lo supportano.

  2. Fabio Stefanelli 16/03/2020 at 00:15

    ciao, in realtà c’è qualcosa che rende i google home inarrivabili da Alexa, cosa che non ho trovato nella tua recensione, comunque ben fatta.
    Google Home funziona con le variabili. Puoi utilizzare la voce come una variabile da utilizzare in una programmazione (per esempio con IFTTT). Alexa lavora solo con le costanti (non puoi processare ciò che dice), e questo la rende del tutto primitiva. Sei d’accordo o sono io che non so farlo?

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