Smart home: in Italia è boom, ma siamo ancora indietro

L’Osservatorio Internet of Things ha pubblicato alcuni dati relativi al mercato della smart home in Italia che sta vivendo un vero e proprio boom. Ovviamente, a farla da padrone sono gli smart speaker e gli assistenti vocali, che hanno trainato un mercato già in crescita.

Smart home: un mercato in rapida crescita

In Italia la smart home piace come, se non più, negli altri paesi europei. A dimostrarlo sono i dati pubblicati recentemente dall’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano. Infatti, nel 2018 il mercato ha raggiunto un valore di 380 milioni di euro, con una crescita di più del 50% rispetto all’anno precedente. Questa crescita ha portato numerose aziende tech a sostenere ingenti investimenti in marketing e comunicazione, per spingere i loro prodotti smart (lampadine, home security, termostati, prese, ecc).

Non solo numeri di mercato

Dunque, il mercato della smart home in Italia sta crescendo a ritmi vertiginosi. A rafforzare questo assunto ci sono anche altri dati relativi alla popolazione. Per esempio, circa il 60% degli italiani ha sentito parlare di casa connessa e quasi 1 persona su 2 possiede un dispositivo intelligente (la maggior parte possiede un dispositivo di sicurezza, come telecamere IP o sensori di movimento). In aggiunta, il mercato si sta spostando sempre di più verso soluzioni “fai da te”. Infatti, sebbene la fetta di mercato relativa ad installatori e professionisti della domotica mantiene tuttora un ruolo preponderante, è passata da una quota mercato del 70% nel 2017 al 50% nel 2018. A festeggiare sono dunque retailer, sia online che offline, che hanno visto un sensibile aumento delle vendite, soprattutto di smart speaker.

Come si compone il mercato

Più di un terzo del mercato della smart home in Italia è relativo a soluzioni per la sicurezza domestica (valore di circa 130 milioni di euro). Sul secondo gradino del podio, con una quota pari al 16%, troviamo gli smart speaker con Amazon e Google, ovviamente, sul podio. Seguono gli elettrodomestici, in particolare le lavatrici, e soluzioni per il riscaldamento (termostati, caldaie e condizionatori). Molto importante anche la crescita del settore dell’illuminazione smart, con un’impennata del 50% rispetto all’anno precedente.

Dove si acquistano i prodotti smart

Come anticipato, il mercato tradizionale degli installatori, sebbene ricopra un ruolo ancora molto importante, ha perso terreno rispetto al settore retail. Quest’ultimo ha visto una crescita significativa delle vendite di prodotti smart. In particolare, a farla da padrone sono gli operatori ecommerce puri e quelli multicanale: entrambi hanno visto una crescita ben superiore al 100%, che li ha fatti diventare i re per quanto riguarda i prodotti IoT. Al contrario, sono ancora molto limitate le vendite da parte di operatori delle telecomunicazioni, assicurazioni e utility. Tuttavia, sebbene i volumi non possono essere paragonabili al retail, la crescita si attesta intorno al 60% rispetto al 2017. Questa è influenzata soprattutto dalle aziende telco, che hanno iniziato a promuovere offerte finalizzate alla semplificazione dell’esperienza dell’utente.

Non sono tutte rose e fiori

Quindi, il mercato italiano della smart home sta crescendo a ritmi serrati, con tassi fra i più alti in Europa. Tuttavia, dal punto di vista del valore assoluto, c’è ancora molta strada da fare. Infatti, in Germania il mercato vale 1,8 miliardi, nel Regno Unito 1,7 ed in Francia più di 800 milioni di euro.

Dunque, c’è ancora ampio spazio per la crescita di un mercato che possiamo definire giovane, seppure non embrionale come alcuni mesi fa. Ad aiutare questa crescita, contribuiranno sicuramente le numerose nuove startup del settore, che stanno offrendo ai consumatori numerose soluzioni per la casa connessa e che sembrano non fermarsi nella loro dirompenza. Possiamo comunque affermare che i prossimi anni saranno a tinte smart.

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