Due vetture da corsa che si insidiano, si studiano e si superano a vicenda senza che nessuno sia al volante: è quanto accaduto il 3 settembre al WeatherTech Raceway Laguna Seca. In occasione del weekend del Gran Premio di Monterey, l’Indy Autonomous Challenge (IAC) ha portato per la prima volta i sorpassi tra veicoli a guida autonoma su un circuito stradale.
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Un sorpasso entrato nella storia
Fino a oggi l’IAC aveva organizzato sei competizioni dedicate ai sorpassi, tutte su ovali celebri come il Las Vegas Motor Speedway, il Texas Motor Speedway e l’Indianapolis Motor Speedway. Nel 2025, sempre a Laguna Seca, era arrivata la prima dimostrazione nordamericana di gara autonoma su tracciato stradale, ma con un solo veicolo in pista alla volta e con l’obiettivo del giro più veloce. Quest’anno c’è stato un salto di qualità, perché le vetture si sono sfidate testa a testa, con un’auto attaccante che aveva due giri di tempo per superare quella che la precedeva, prima che i ruoli si invertissero e i limiti di potenza dei motori venissero aumentati.
Il formato ha messo in luce la complessità del compito affidato all’intelligenza artificiale: una volta partita la manche, ogni decisione su quando e dove effettuare il sorpasso è stata presa autonomamente dal software di guida. I team umani hanno potuto monitorare i dati dei veicoli e ritoccare i parametri solo prima del giro successivo, con le mani sul pulsante di emergenza in caso di malfunzionamenti o collisioni.
A spuntarla è stato Unimore Racing, il team dell’Università di Modena e Reggio Emilia, che nella finale ha battuto Purdue AI Racing, unica formazione americana a qualificarsi per la fase conclusiva della competizione. All’evento hanno partecipato nove team universitari provenienti da Nord America, Europa e Asia: tra questi AI Racing Tech (UC Berkeley, University of Hawai’i, UC San Diego e Carnegie Mellon), Autonomous Tiger Racing (Auburn University), Caltech Racer (California Institute of Technology), Cavalier Autonomous Racing (University of Virginia) e PoliMOVE-TEC (Politecnico di Milano con Tecnológico de Monterrey e Michigan State University).
Il Corkscrew e i limiti dell’IA
Il celebre tornante Corkscrew è stato teatro di diversi sorpassi nel corso della giornata: parliamo di un punto in cui la pista scende di circa 17 metri in meno di 150 metri di tracciato, una sfida estrema anche per i piloti in carne e ossa. A complicare ulteriormente le cose ci hanno pensato i ponti pedonali presenti in più punti del circuito, che causavano la perdita temporanea del segnale GPS e hanno costretto i sistemi di guida autonoma a fare affidamento su modelli predittivi avanzati per non perdere il controllo della vettura.
L’IAC resta soprattutto una competizione di software: tutte le auto condividono la stessa base Dallara, il motore Honda, i sensori Luminar e la GPU NVIDIA. A fare la differenza sono gli algoritmi, sviluppati e testati dai team durante tutto l’anno lontano dalla pista. Molti dei partecipanti sono infatti studenti di dottorato e di laurea magistrale impegnati nella ricerca su guida autonoma e veicoli intelligenti, supportati da sponsor e donatori del settore automotive e della physical AI.

Dal simulatore alla pista: la qualificazione virtuale
Una delle novità più interessanti di questa edizione riguarda il percorso di qualificazione. Per la prima volta, i team hanno dovuto guadagnarsi l’accesso alla gara fisica attraverso una competizione di simulazione ospitata da D-Space, qualche mese prima dell’evento. All’interno di un ambiente software-in-the-loop e di un gemello digitale realistico di Laguna Seca, le squadre hanno potuto validare il comportamento dei veicoli, la strategia di gara e le prestazioni di sorpasso, verificando che eventuali anomalie negli algoritmi non si trasformassero in collisioni reali con danni alle vetture.
Il programma IAC, partito nel 2021 all’Indianapolis Motor Speedway con un roster internazionale di università, continua a rappresentare un punto di riferimento per l’innovazione nel settore della guida autonoma. Alcuni ex partecipanti hanno poi fondato startup attive proprio in quest’ambito, come Aidoptation, driveblocks e Autonoma AI.
La stagione prosegue: solo due giorni dopo la gara di Laguna Seca, il 5 settembre, cinque vetture autonome si sono sfidate sul circuito di Imola in Italia, nell’ambito della prima gara internazionale dell’A2RL (Abu Dhabi Autonomous Racing League).
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