Meta apre il proprio ecosistema hardware con un progetto open source che punta a trasformare Muse da semplice agente AI a presenza fisica nelle case degli utenti. Dopo aver mostrato il Muse Charm, l’azienda di Mark Zuckerberg invita ora sviluppatori e appassionati a costruirsi da soli i propri dispositivi alimentati dall’assistente.

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Muse Gadgets, l’hardware diventa aperto

Il nuovo progetto si chiama Muse Gadgets e vive all’indirizzo gadgets.muse.ai. A spiegarne le ambizioni è Nat Friedman, responsabile di prodotto dei laboratori di superintelligenza di Meta, secondo cui l’azienda mette a disposizione il firmware open source e un Linux SDK per portare il proprio agente su qualunque hardware compatibile. Con una scheda ESP32, di cui il firmware supporta undici varianti diverse, si può aggiungere uno schermo, input e output audio oppure sensori; una macchina Linux, invece, può eseguire comandi personalizzati o integrarsi con Home Assistant.

Il percorso per chi vuole mettersi al lavoro è piuttosto lineare: si ottiene un token API direttamente da gadgets.muse.ai, si punta un agente di coding al repository GitHub e si costruisce la propria periferica. Il tutto sotto licenza Apache 2.0, pubblicata in un nuovo repository dedicato. Meta ha anche aperto una community Discord per il progetto, dove scambiarsi idee e suggerimenti su come sfruttare l’agente in forme sempre diverse.

L’azienda ha elencato alcuni formati di riferimento a cui ispirarsi. Un display E Ink a colori da scrivania mostra in tempo reale calendari e to-do list di Muse. Uno stick HDMI proietta l’interfaccia dell’agente su TV e monitor esterni. Un ciondolo touchscreen indossabile ricorda invece da vicino lo stesso Muse Charm, mentre chi preferisce può collegare un Raspberry Pi 5 per far dialogare Muse con Home Assistant. La piattaforma sembra pensata per adattarsi anche a dispositivi di altro tipo.

“We built a gadget of our own, too: Muse Home Link is a little usb-c powered device that allows Muse to connect to your home network to talk to smart home devices like TVs and speakers and anything else that exposes https.”

Home Link, il dongle che collega Muse alla casa

Meta non si limita a lasciar fare agli altri e mostra il proprio esempio con il Muse Home Link, un piccolo dispositivo alimentato via usb-c che consente a Muse di connettersi alla rete domestica e dialogare con televisori, speaker e qualsiasi altro apparecchio che esponga https. Sotto il cofano troviamo il chip Espressif ESP32-C5 con connettività Wi-Fi 6, una dotazione che lo rende adatto a fare da ponte tra l’agente e l’ambiente di casa.

Le skill create dalla community potranno permettere a Muse di accendere una luce, controllare la TV, inviare un documento a una stampante e altro ancora. La distribuzione è pensata per gli abbonati: il dispositivo è gratuito con un abbonamento Muse attivo, solo negli Stati Uniti e con un limite di uno per abbonato. Meta ha prodotto un lotto di 5.000 Home Link e, considerando che il post di Friedman ha superato quasi 30.000 visualizzazioni in poche ore, è probabile che i posti disponibili siano già stati esauriti. Friedman ha comunque assicurato che il dispositivo sarà pronto per la spedizione nel giro di poche settimane.

Resta un aspetto da tenere presente per chi immagina un ecosistema completamente libero: sebbene Muse Gadgets offra un percorso verso display personalizzati, sensori e dispositivi sulla rete locale, la licenza open source non garantisce un accesso duraturo. È Meta a controllare i token necessari e può revocarli quando vuole.

Il Charm e la strategia oltre gli ecosistemi

L’iniziativa arriva a poca distanza dalla presentazione del Muse Charm, il dispositivo in stile tamagotchi svelato da Zuckerberg la scorsa settimana durante l’evento Connect. Il CEO lo ha descritto come una buona alternativa per chi vuole parlare con il proprio agente senza indossare gli smart glasses dell’azienda, definendolo “il modo più veloce per interagire con Muse” quando non si hanno addosso gli occhiali intelligenti.

Il Charm è dotato di un modem 5G che permette di attivare l’assistente senza sbloccare il telefono, un design che mira esplicitamente a bypassare gli ecosistemi di Apple e Google creando un punto di accesso hardware dedicato. Zuckerberg ha condiviso pochi dettagli, limitandosi a indicare che gli utenti potranno parlargli per interagire con i propri agenti Muse “senza dover sbloccare un telefono o aprire un’app”, senza comunicare il prezzo. L’obiettivo dichiarato è averlo pronto per le festività di dicembre.

Non è chiaro se Meta abbia piani più ambiziosi per Muse Gadgets, ma osservare ciò che nascerà dalle mani di hobbisti e sviluppatori potrebbe aiutare l’azienda a orientare i propri sforzi hardware. Con un agente che si sposta dai telefoni agli occhiali, ai ciondoli e ora anche ai dispositivi fai-da-te, la scommessa di Meta sembra quella di rendere Muse una presenza costante, capace di parlare con qualunque cosa circondi gli utenti.

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