Non essendomi stata fornita la data odierna, non effettuo i controlli di coerenza temporale e lascio invariati i riferimenti temporali del testo.
Micron ha chiuso l’anno fiscale 2026 con ricavi record e una guidance che supera le attese, ma il mercato delle memorie resta sotto pressione. Dopo l’intelligenza artificiale, la prossima ondata di domanda potrebbe arrivare dai robot umanoidi e dalla physical AI.
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Risultati record e guidance sopra le attese
Nel quarto trimestre dell’anno fiscale 2026 Micron ha riportato ricavi per 54,23 miliardi di dollari, in crescita del 379% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e ben oltre i 51,07 miliardi attesi dagli analisti. L’utile per azione rettificato ha raggiunto 33,42 dollari, contro una stima di 31,61, e il margine lordo rettificato si è attestato all’87,0% (stima 86,1%).
A livello annuale i numeri salgono ancora: i ricavi dell’intero anno fiscale 2026 hanno toccato il record di 133,2 miliardi di dollari, in aumento del 256% sull’anno precedente, mentre l’utile per azione diluito è salito dell’811% a 75,52 dollari. Per la prima volta nella sua storia, i ricavi DRAM annuali di Micron hanno superato i 100 miliardi di dollari.
La reazione del titolo in borsa non è stata però entusiastica: le azioni sono scivolate nel trading after-hours, con gli investitori che hanno soppesato i pesanti piani di spesa della società rispetto alle solide prospettive. Guardando ai segmenti, la Core Data Center Business Unit (CDBU) ha guidato la crescita con ricavi di 18,0 miliardi di dollari, in aumento del 56% su base sequenziale, con margini lordi del 90% e margini operativi dell’85%, trainati dalla domanda di DRAM per data center e SSD a supporto dei carichi di lavoro AI. La Cloud Memory Business Unit ha registrato 16,3 miliardi di dollari di ricavi, in crescita del 18% sequenziale.
Sul fronte della redditività, il trimestre ha visto un reddito operativo di 44,64 miliardi di dollari e un utile netto di 38,40 miliardi. Il flusso di cassa operativo ha raggiunto 43,97 miliardi di dollari, pari all’81% dei ricavi, mentre il free cash flow rettificato è stato di 33,20 miliardi di dollari.
Per il primo trimestre dell’anno fiscale 2027 la guidance indica ricavi di 61,5 miliardi di dollari, con un margine di 1,5 miliardi in più o in meno, e un utile per azione rettificato di 38,15 dollari, più o meno 1 dollaro, contro stime di 57,02 miliardi e 35,40 dollari. La guidance sul margine lordo rettificato è dell’86,25%, contro l’86,40% atteso: è l’unica metrica sotto le stime. Il direttore finanziario ha però precisato che Micron si aspetta che il primo trimestre sia “il punto più basso per i margini lordi dell’anno fiscale 2027” e prevede “margini lordi più alti oltre il primo trimestre per il resto dell’anno, con un ritmo di aumento dei prezzi più moderato”. I ricavi dovrebbero quindi aumentare rispetto al trimestre precedente in ogni trimestre dell’anno fiscale 2027.
Domanda e offerta: nessun riequilibrio all’orizzonte
Micron prevede condizioni di domanda e offerta di memoria e storage “molto più tese” nel 2027 e nel 2028 rispetto al 2026. Nonostante i piani del settore per aggiungere spazio in camera bianca dedicato alla DRAM e le nuove richieste aggiuntive dei clienti, l’azienda dichiara di non avere “visibilità su quando domanda e offerta torneranno in equilibrio”. La crescita della produzione cinese di DRAM, in particolare di ChangXin Memory Technologies (CXMT), aveva alimentato la speranza che i prezzi elevati si fermassero a breve. Tra gli analisti, però, il parere è abbastanza netto: al momento non vi sarebbe alcun dato negativo che indichi un’inversione del ciclo della memoria verso un calo a breve, nel futuro prevedibile.
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I ricavi DRAM sono stati un record di 39,8 miliardi di dollari, in crescita del 343% anno su anno e del 27% sul trimestre precedente, pari al 73% del totale. La NAND ha registrato 14,1 miliardi, anche questo un record, con un aumento del 526% sull’anno e del 42% sul trimestre, e pesa per il 26% dei ricavi. Micron indica aumenti dei prezzi di quasi il 20% per la DRAM e di circa il 30% per la NAND.
Il CEO Sanjay Mehrotra attribuisce la crescita all’AI e nel comunicato scrive: “La superintelligenza sta creando l’opportunità più convincente nella storia di Micron”. Micron è l’unica azienda con sede negli Stati Uniti a produrre memoria HBM, componente chiave dei processori avanzati che le aziende dell’AI cercano di acquistare a ritmi altissimi. Nei dati del comunicato non c’è distinzione tra la DRAM finita nello sviluppo di AI e quella venduta al mercato consumer, per cui da quei numeri non si ricava quanta parte dei ricavi DRAM venga dall’AI. Micron riconosce inoltre che in questo ciclo la HBM ha margini inferiori rispetto alla DRAM convenzionale, ma dichiara che la maggior parte dell’offerta dell’anno fiscale 2027 è già assegnata a prezzi molto più alti, il che dovrebbe ridurre il divario.
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Robot umanoidi e intelligenza artificiale fisica
Il futuro può riservare ancora sorprese spiacevoli per chi spera di veder scendere il prezzo delle memorie, perché dopo l’IA c’è il filone della robotica: ogni robot umanoide potrebbe richiedere oltre 200 GB di DRAM e più terabyte di NAND, secondo le stime di Micron. Diversi clienti attivi nella physical AI hanno già in valutazione i campioni dei prodotti di nuova generazione. L’azienda ritiene che la physical AI possa diventare “un motore significativo della domanda di memoria e storage entro la fine di questo decennio”.
I veicoli autonomi sono il primo grande utilizzo di physical AI, destinato a espandersi verso robot umanoidi e altri sistemi autonomi intelligenti, che richiedono memoria e storage ad alte prestazioni e più efficienti energeticamente. I veicoli autonomi di livello 4 e superiore già superano tipicamente i 200 GB di memoria e diversi terabyte di storage.
Le stime sulle spedizioni di robot umanoidi nel 2030 vanno da 250.000 a 1,2 milioni di unità, e secondo Morgan Stanley si arriverebbe a 930 milioni di unità l’anno intorno al 2050. Al valore più alto della forchetta del 2030, con 200 GB a unità, il fabbisogno sarebbe di 240 milioni di GB di DRAM. Il calcolo presuppone che la stima di Micron valga per ogni unità spedita ed è una proiezione che i volumi dovranno ancora confermare.
Micron ha iniziato a inviare ai clienti i primi campioni di LPDDR6, la nuova memoria a basso consumo, destinati a diversi mercati della physical AI, ovvero robot, veicoli autonomi e macchine che portano l’intelligenza artificiale nel mondo fisico.
Hbm, contratti take-or-pay e investimenti
Sul fronte della memoria ad alta larghezza di banda, il CEO Sanjay Mehrotra ha dichiarato nella conference call che la società ha una “strong roadmap for future HBM products” e sta collaborando con Nvidia sulla prima implementazione HBM custom del settore. I ricavi HBM nel quarto trimestre fiscale 2026 sono cresciuti più rapidamente dei ricavi totali della società, mentre Micron accelera le spedizioni HBM verso un numero crescente di clienti.
Micron ha firmato 26 contratti pluriennali di tipo take-or-pay, con la clausola che obbliga il cliente a pagare anche i volumi non ritirati, che coprono oltre il 35% dei ricavi attesi fino al 2030. Le obbligazioni di performance residue (RPO) ammontano a circa 150 miliardi di dollari.
La spesa in conto capitale prevista è di 25 miliardi di dollari nel primo semestre dell’anno fiscale 2027, con un importo ancora più alto nel secondo. Secondo Micron “la maggior parte dell’aumento riguarda la spesa per le costruzioni, in gran parte destinata ad accelerare la disponibilità di spazio in camera bianca a fine 2028 e oltre”.
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