La corsa cinese ai robot umanoidi si arricchisce di un nuovo protagonista: Matrix Super Intelligence ha presentato ufficialmente il MATRIX-3, un robot a grandezza naturale che l’azienda stessa definisce “l’Optimus cinese”, con ambizioni produttive decisamente aggressive per il mercato globale.

Sviluppato da un’azienda con sede nel distretto di Pudong Zhangjiang a Shanghai, fondata nel 2024 da Zhang Haixing, ex fondatore del Centro di Design e Ricerca di Tesla Cina figura che ha contribuito direttamente allo sviluppo del robot Optimus di Tesla, oltre che a veicoli elettrici, robotaxi autonome e infrastrutture di ricarica intelligente. Zhang detiene oltre 100 brevetti e ha ricevuto riconoscimenti internazionali di primo piano, tra cui il tedesco Red Dot Award, il giapponese Good Design Award e il CES Innovation Award.

Il robot misura 170 centimetri in altezza e pesa 65 chilogrammi, con un design che integra materiali tessili flessibili in una struttura a “muscolatura umana”, completata da una texture biomimetica che garantisce copertura protettiva durante il movimento. Non si tratta solo di estetica: questa scelta costruttiva riflette una filosofia di progettazione orientata all’interazione naturale con le persone e con gli ambienti quotidiani.

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Tecnologia avanzata e obiettivi di produzione

Uno degli aspetti più interessanti del MATRIX-3 riguarda il sistema di percezione tattile: il robot è dotato di una pelle bionica tessuta in 3D, integrata con una rete di sensori tattili multidimensionali capaci di rilevare posizione e forza di contatto in tempo reale. Ogni punta delle dita ospita sensori ultrasensibili in grado di percepire variazioni di forza fino a 0,1 newton, una sensibilità che consente interazioni delicate con esseri umani e con oggetti fragili. Combinando questi dati con un sistema visivo avanzato e un modello di percezione spaziale pre-addestrato su larga scala, il MATRIX-3 può fondere informazioni visive e tattili simultaneamente in pratica, “vedere” e “sentire” allo stesso tempo.

Le mani del robot meritano un discorso a parte: la cosiddetta “Lingxi Hand” (灵犀之手) dispone di 27 gradi di libertà e replica fedelmente l’anatomia della mano umana attraverso un’attuazione leggera a cavi, pensata per movimenti rapidi e precisi. Questo design permette al MATRIX-3 di utilizzare strumenti standard, manovrare strumenti delicati e persino manipolare oggetti morbidi come i tessuti capacità tutt’altro che scontate nella robotica umanoide attuale. Il tutto è supportato dal sistema “Bionic Super Joint”, che combina alta densità di potenza, basso rumore e attuazione precisa.

Sul fronte dell’intelligenza cognitiva, Matrix Robotics punta su quello che definisce zero-shot generalization: a differenza dei robot tradizionali che richiedono un addestramento specifico per ogni singolo compito, il MATRIX-3 sarebbe in grado di comprendere le leggi fisiche di base e seguire istruzioni in linguaggio naturale per eseguire nuovi compiti in ambienti sconosciuti, senza esposizione preliminare ai dati relativi a quella situazione. Se confermata in scenari reali, si tratterebbe di una capacità di rilievo significativo per il settore.

I settori di applicazione dichiarati dall’azienda sono ampi: servizi commerciali, produzione avanzata, logistica, assistenza sanitaria e applicazioni domestiche. Una versatilità che, nelle intenzioni di Matrix Robotics, dovrebbe permettere al robot di andare ben oltre l’ambiente industriale tradizionale, entrando in contesti medici e nella vita quotidiana.

Per quanto riguarda la roadmap produttiva, l’azienda ha già aperto un programma di accesso anticipato (Early Access Program) rivolto a partner industriali selezionati, con i primi deployment pilota attesi per la metà del 2026. La produzione su larga scala è indicata da fonti come TMTPOST e AI Wiki per la seconda metà del 2026, mentre l’obiettivo dichiarato da Matrix Super Intelligence nell’annuncio ufficiale fissa la produzione di massa di 100.000 unità al 2027 una discrepanza temporale da tenere d’occhio nelle prossime comunicazioni ufficiali.

Va sottolineato che le prestazioni mostrate finora si basano su filmati video e che le capacità reali del MATRIX-3 non sono ancora state verificate in modo indipendente al di fuori di dimostrazioni controllate. La velocità, la sensibilità e la libertà di movimento della mano se replicabili con affidabilità in scenari non controllati rappresenterebbero un salto qualitativo autentico per la robotica umanoide, ma sarà il confronto con la realtà operativa a dire l’ultima parola.

Di seguito gli highlights dell’evento:

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