Basta un piccolo indizio per scatenare curiosità e ipotesi tra gli appassionati di domotica. È quello che sta succedendo attorno a BRANDHAKE, un nuovo dispositivo targato IKEA comparso nelle prime segnalazioni online e nei database delle autorità di certificazione. Le informazioni disponibili lo descrivono come un hub per prodotti smart, ma il quadro è ancora da definire.

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Un terzo hub accanto a DIRIGERA

Se le premesse verranno confermate, BRANDHAKE rappresenterebbe il terzo hub dell’ecosistema smart home del colosso svedese, dopo TRÅDFRI e l’attuale DIRIGERA, che oggi è il cuore dell’infrastruttura domestica IKEA: gestisce la connessione, l’automazione e il controllo dei vari prodotti, compresi quelli compatibili con lo standard Matter arrivati sul mercato nel corso dell’anno.

Stando a quanto filtrato su Reddit e alla documentazione depositata presso la FCC, il nuovo arrivato misura 7 × 7 × 2 centimetri, più compatto del DIRIGERA, che arriva a 11,2 centimetri di diametro per 2,7 di altezza. Le specifiche parlano di supporto a Matter, Zigbee, Thread, Bluetooth e Wi-Fi a 2,4 GHz, una dotazione piuttosto ricca per un dispositivo così piccolo. C’è poi un dettaglio pratico non banale: l’alimentazione avviene via USB a 5 V e 1 A, quindi senza trasformatore ingombrante né presa dedicata, con la possibilità di collegarlo a qualsiasi caricatore o porta USB libera in casa.

Bridge, ripetitore o Thread border router?

Resta da capire quale ruolo giocherà BRANDHAKE accanto a DIRIGERA. Al momento non ci sono indicazioni concrete su un possibile pensionamento dell’hub attuale: dimensioni contenute, alimentazione ridotta e supporto confermato a Zigbee e Thread suggeriscono piuttosto un dispositivo complementare. Tra le ipotesi più accreditate c’è quella di un bridge di rete, capace di far dialogare sistemi diversi, oppure di un estensore di copertura pensato per ampliare il raggio d’azione della rete smart home IKEA.

C’è poi una terza possibilità, più tecnica ma coerente con la strategia Matter abbracciata dall’azienda: BRANDHAKE potrebbe funzionare come Thread border router, cioè come punto di contatto tra la rete Thread e la rete IP domestica. Un ruolo che avrebbe senso soprattutto in abitazioni grandi o su più piani, dove la copertura diventa un tema concreto.

Il nome nasconde un indizio

Anche il nome scelto da IKEA alimenta le congetture. BRANDHAKE rimanda a un termine svedese storicamente legato agli attrezzi antincendio: da qui l’ipotesi che l’azienda voglia espandere la propria offerta anche nel campo dei rilevatori di fumo connessi, un segmento della sicurezza domestica che si integrerebbe con il resto dell’ecosistema smart. Al momento si tratta però di una suggestione, non di un’informazione confermata.

Sul fronte del prezzo, IKEA ha già lasciato intendere in passato di voler mantenere una politica accessibile, riconoscendo che un hub troppo costoso rappresenta una barriera per chi si avvicina alla domotica. Non esistono ancora cifre ufficiali né per l’Italia né per gli altri mercati, e resta da capire quando BRANDHAKE farà il suo debutto sugli scaffali. Il tam tam online, comunque, non accenna a fermarsi, e l’attenzione attorno al prossimo tassello del puzzle smart home firmato IKEA è già alta.

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