Acquistare meno, ma meglio. È questa la bussola che orienta oggi le scelte degli italiani in fatto di elettrodomestici, almeno stando a una ricerca Ipsos Doxa realizzata per Miele in occasione dell’inaugurazione della nuova sede italiana a Bolzano, nell’anno dei 65 anni di presenza del marchio nel nostro Paese. L’indagine fotografa un cambiamento culturale in cui la durata di un prodotto conta più del suo prezzo.

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Dalla cultura della sostituzione a quella della durata

Per anni innovazione e progresso sono stati associati alla sostituzione continua dei prodotti, con il prezzo come driver principale delle decisioni d’acquisto. Oggi lo scenario appare ribaltato: la longevità non è più un plus accessorio, ma il criterio che pesa di più nella scelta. Per il 97% degli italiani la durata è importante, e per il 58% è addirittura il primo criterio di selezione, con un picco che tocca il 64% nella fascia 18-34 anni. Un dato di dettaglio proveniente da altre rilevazioni aggiunge un tassello: per il 77% degli intervistati la durata è considerata “molto” importante, non soltanto auspicabile.

Il quadro emerge da un’indagine condotta su 1.000 persone rappresentative della popolazione italiana tra i 18 e i 64 anni, con quote bilanciate per genere, età, area geografica e titolo di studio; la rilevazione si è svolta tra il 21 e il 24 luglio 2026. Il campione racconta un mutamento che attraversa generazioni e territori, non un fenomeno di nicchia.

“La ricerca mostra come gli italiani stiano ridefinendo il concetto stesso di valore. Oggi non cercano soltanto prodotti innovativi, ma soluzioni capaci di mantenere nel tempo le proprie prestazioni, la propria affidabilità e il proprio significato”, afferma Elisa Reginato, Managing Director di Miele Italia. “Secondo gli italiani, un prodotto progettato per durare rappresenta una scelta più intelligente, più sostenibile e spesso anche più conveniente sul lungo periodo.”

Quanto vale davvero un elettrodomestico che dura

Il fattore longevità supera il prezzo nella classifica dei driver d’acquisto: al secondo posto si collocano i consumi energetici (55%), elemento che spinge sempre più famiglie a confrontare anche le migliori offerte luce disponibili sul mercato, mentre il prezzo iniziale (33%) scivola al terzo posto. La richiesta di durata si concentra sui prodotti percepiti come indispensabili nella vita domestica, cioè frigorifero (81%) e lavatrice (72%), per la quale non mancano guide utili su come scegliere il modello giusto. Dal punto di vista generazionale emergono differenze: gli over 55 mostrano un’attenzione spiccata per la durata della lavatrice (79%), tema su cui esistono anche approfondimenti dedicati alle migliori lavatrici in commercio, mentre tra i 18 e i 34 anni l’elettrodomestico per cui la longevità è ritenuta fondamentale è il forno (49%).

La durabilità non è vissuta come un desiderio astratto: il 91% del campione la considera realistica e il 61% la annovera tra le principali aspettative d’acquisto. La disponibilità a investire segue di conseguenza, dato che il 97% si dichiara pronto a spendere di più per un prodotto capace di garantire maggiore durata. Ragionando su un elettrodomestico che duri il doppio rispetto alla media, per frigorifero e lavatrice il 14% è disposto a pagare tra il 21 e il 30% in più, mentre il 9% arriverebbe a superare il +30% nel caso del frigorifero.

Restano da capire le aspettative concrete: per il 39% degli italiani una durata che giustifica l’investimento significa 8-10 anni, mentre per la metà del campione la soglia ideale sale a oltre 11 anni, e un italiano su cinque la fissa oltre i 15 anni.

In un mercato ad alta digitalizzazione, cambia anche il modo di guardare alla tecnologia. Una novità è considerata “davvero utile” soprattutto se consente di tagliare i consumi energetici (59%), di far durare il prodotto più a lungo (40%) e di ridurre la necessità di manutenzione (26%). La semplice offerta di nuove funzionalità chiude la classifica con il 18%: l’innovazione premia benefici tangibili e misurabili nel lungo periodo.

Sul fronte della sostenibilità, per più di 8 italiani su 10 (84%) l’elettrodomestico più sostenibile è quello che non necessita di essere sostituito frequentemente. Unendo durata nel tempo e riparabilità attesa, il 67% legge la sostenibilità come capacità di prolungare la vita utile del prodotto, seguita dall’efficienza energetica con il 54%. La riparabilità si conferma un dato chiave: il 93% la considera importante e per il 54% è addirittura molto importante, con un’impennata al 64% nella fascia 55-64 anni. Per il 62% degli intervistati, i benefici di un prodotto longevo avvantaggiano allo stesso modo persone e ambiente.

Il diritto alla riparazione cambia le regole del gioco

Questa sensibilità trova un riscontro concreto nel contesto normativo europeo. Dal 31 luglio 2026 gli Stati membri dell’Unione europea, Italia compresa, devono recepire la Direttiva UE 2024/1799, che introduce il cosiddetto diritto alla riparazione. L’obiettivo è allungare la vita dei beni di consumo, ridurre i rifiuti elettronici e contrastare l’obsolescenza programmata.

In base alle nuove regole, i produttori hanno l’obbligo di riparare un bene rotto o difettoso ma tecnicamente riparabile anche fuori dal periodo di garanzia legale. Se il consumatore sceglie la riparazione nei primi due anni, la copertura si estende automaticamente di 12 mesi. Le aziende dovranno inoltre mettere a disposizione i pezzi di ricambio a prezzi ragionevoli. Non potranno utilizzare ostacoli contrattuali, tecnici o informatici che impediscano l’intervento, né rifiutarsi di riparare un bene solo perché è stato precedentemente riparato da un professionista indipendente o con ricambi non originali. Un quadro che rende la riparabilità non soltanto un’attesa dei consumatori, ma un obbligo per i produttori.

C’è poi una dimensione emotiva che la ricerca porta alla luce. Per oltre otto italiani su dieci gli oggetti che resistono nel tempo finiscono per entrare nella storia della famiglia, accompagnando momenti, ricordi e abitudini quotidiane. Il 71% ha in mente almeno un elettrodomestico particolarmente durevole che ha accompagnato la propria vita, e per un romantico 6% un apparecchio che resta in casa senza essere sostituito rappresenta un ricordo importante. Le memorie riguardano soprattutto frigoriferi (35%) e lavatrici (34%), gli stessi prodotti più presenti nella quotidianità domestica.

La fiducia nel marchio

Il legame con la marca è l’ultimo tassello di questo mosaico. Il 91% degli italiani concorda sul fatto che i brand capaci di progettare prodotti destinati a durare trasmettono maggiore fiducia, e per dimostrare questo impegno chiedono alle aziende prodotti durevoli (58%) e supporto di assistenza negli anni (45%). Conta anche la presenza sul territorio: per il 62% le aziende che investono stabilmente in Italia sono percepite come più affidabili. Tra gli elementi richiesti per conquistare la fiducia troviamo l’affidabilità dei prodotti (55%), la qualità (52%) e l’assistenza (37%), mentre i marchi storici restano importanti per il 76% degli intervistati.

Sono valori che da 65 anni accompagnano l’approccio di Miele in Italia, con l’apertura della nuova sede di Bolzano come investimento sul territorio coerente con la filosofia Immer Besser, ovvero “sempre meglio”: dare valore a ciò che è costruito per durare.

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