Dongfeng Motor ha fissato le date del suo ingresso nella robotica umanoide: i robot entreranno in fabbrica a ottobre, la produzione di prova in piccolo lotto scatterà entro la fine dell’anno e l’obiettivo dichiarato è arrivare a prestazioni pari a quelle di un operatore umano entro la fine del 2027.
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Un calendario preciso per Xiaodong: ottobre, fine 2026 e 2027
A delineare la tabella di marcia è stato Zhang Zhenlin, chief engineer per le tecnologie intelligenti del gruppo, durante la decima settimana dell’innovazione scientifica e tecnologica di Dongfeng. La piattaforma umanoide si chiama Xiaodong ed è stata presentata al World Robot Conference 2026 lo scorso agosto. Ora è in fase di validazione su scenari di smistamento dei materiali all’interno della produzione automobilistica. L’ingresso in fabbrica previsto per fine ottobre serve a testare le capacità operative e, insieme, ad avviare la fase di addestramento vero e proprio del robot: un passaggio che i costruttori considerano decisivo per passare da movimenti singoli e ripetitivi a operazioni flessibili e completamente autonome sul pavimento di fabbrica.
Il percorso è scandito in tre tappe: ottobre per l’ingresso negli stabilimenti, fine 2026 per la produzione di prova in piccoli lotti, fine 2027 per la capacità di lavoro allineata a quella delle persone. L’orizzonte temporale riguarda attività di smistamento e controllo qualità, cioè compiti in cui la precisione e la ripetibilità contano più della forza. Dongfeng sta usando questo periodo di prova di circa 15 mesi come test di riferimento per una più ampia automazione dei propri impianti: uno schema che, se funziona, potrebbe diventare replicabile su scala più larga.
Yuanzai, il quadrupede che arriva prima nei concessionari
Mentre l’umanoide segue il suo percorso di addestramento, un altro prodotto batterà Xiaodong sul tempo: Yuanzai, il robot quadrupede sviluppato internamente da Dongfeng, destinato a un uso commerciale più rapido. Il debutto è previsto nelle concessionarie, dove si occuperà di accoglienza e orientamento dei clienti, ma le sue funzioni si estendono al pattugliamento dei campus e al monitoraggio degli impianti, grazie a navigazione autonoma, percezione multimodale e capacità di interazione intelligente. Anche in questo caso sono previsti aggiornamenti progressivi verso un’operatività sempre più autonoma.
Le due piattaforme, quella bipede e quella quadrupede, sono state presentate insieme ad agosto e raccontano una strategia a doppio binario: da un lato il robot pensato per i processi industriali, dall’altro una macchina più semplice da impiegare nei servizi e nel retail. Il contesto in cui si muove Dongfeng è affollato: Xpeng ha aperto una linea di produzione di robot umanoidi l’8 settembre 2026 e punta alla produzione di massa del suo robot Iron entro la fine dell’anno, con consegne ai clienti dal 2027, mentre Aimoga Robotics, sostenuta da Chery, ha già spedito più di 3.000 unità a livello globale e si prepara a un’IPO. Nel caso di Dongfeng il calendario annunciato riguarda l’impiego dentro i propri stabilimenti e la propria rete di servizi, non una corsa alla quotazione.
L’intelligenza incarnata non si ferma agli umanoidi
Il ragionamento di Zhang Zhenlin va oltre il singolo robot. Secondo il chief engineer, sviluppare programmi di embodied intelligence permette ai costruttori di riutilizzare la tecnologia su più fronti, a partire dai grandi modelli automotive, accelerando così la commercializzazione. I prodotti di intelligenza incarnata del futuro non riguarderanno solo gli umanoidi: anche i veicoli stessi, secondo questa visione, possono essere considerati piattaforme incarnate.
Anche i veicoli stessi saranno una forma di prodotto di intelligenza incarnata.
È una visione che sposta l’attenzione dal robot come gadget alla robotica come estensione naturale della filiera automotive, con le stesse competenze riutilizzate su sensori, modelli e sistemi di controllo. Su questa base si innestano anche i piani industriali più ampi del gruppo, che prevedono 50 miliardi di yuan (circa 6,5 miliardi di euro) di investimenti internazionali per lanciare più di 50 modelli di veicoli, con la costruzione di 10 stabilimenti di assemblaggio e cinque hub di ricerca fuori dalla Cina, e l’obiettivo di 1,5 milioni di vendite all’estero entro il 2030.
Il quadro che emerge è quello di un costruttore che usa i propri impianti come laboratorio: lo smistamento e il controllo qualità affidati a Xiaodong, la guida dei clienti affidata a Yuanzai, la sperimentazione come banco di prova per un’automazione più estesa. Una scaletta fitta, che dalla fine di ottobre arriva al 2027 e che misura qualcosa di diverso dalle solite promesse: la capacità di un’azienda automobilistica di far lavorare i propri robot dentro casa propria.
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