Alexa, Assistant e Siri: ecco chi è davvero il migliore

Il nuovo studio condotto da Loup Ventures esamina gli assistenti vocali più popolari del mercato, ovvero Amazon Alexa, Google Assistant ed Apple Siri e ne nomina un “migliore”, sulla base di un accurato studio condotto annualmente.

Come è stato condotto lo studio

Il fine dello studio è quello di incoronare il miglior assistente vocale. 

La valutazione viene effettuata registrando la capacità dell’AI di comprendere le domande e fornire delle risposte corrette.

Per giudicare la capacità di comprensione, sono state poste le stesse 800 domande ad ognuno degli assistenti, divise in cinque categorie principali. Nella fattispecie: shopping, dintorni, navigazione, informazioni e comandi.

Infine, precisiamo che lo studio è stato effettuato in lingua inglese.

Risultati

Dai risultati mostrati sopra, si evince che tutti e tre gli assistenti sono in grado di comprendere la totalità delle richieste effettuate dall’utente.

La differenza vera sta nella capacità di fornire delle risposte corrette e soddisfacenti.

Da questo punto di vista, il vincitore indiscusso è senz’altro Google, che ha risposto correttamente al 93% delle richieste. Al secondo posto c’è Siri con l’83%. Sul terzo gradino del podio c’è Alexa, che totalizza una percentuale dell’80%

Punti di forza e di debolezza

Come detto in precedenza, le domande erano suddivise in cinque categorie principali. Google si è dimostrata la migliore per quanto riguarda informazioni, dintorni, shopping e navigazione.

Per quanto riguarda i comandi, ovvero la capacità di impartire impulsi ad altri dispositivi esterni (telefoni, pc, dispositivi domotici), il vincitore è Siri, seguito da Google.

Alexa mostra buoni risultati sul fronte delle informazioni, non sufficienti però a battere Big G, che lo supera anche sul versante shopping.

Non è tutto oro quel che luccica

il fatto che tutti e tre gli assistenti vocali esaminati sono di comprendere la totalità delle domande, non significa necessariamente che questi software siano intelligenti nel pure senso del termine.

Almeno per ora.

Per poter essere definiti tali, sarà infatti necessario sviluppare nuovi casi e possibilità di utilizzo.

 

 

Imprenditore digitale, appassionato di tecnologia, di tutto ciò che è smart, ma non solo. Amante della natura, divoro libri e viaggio appena posso.

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